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Orbi degli aspetti: la tolleranza scelta da AstralPro

Di Dorian Grimault, astrologo · Pubblicato il · aggiornato il

Due pianeti formano raramente un angolo perfetto. Un quadrato esatto è 90° tondi; uno scarto di 87° o di 93° conta ancora come quadrato? L'orbe risponde a questa domanda: è lo scarto ammesso attorno all'angolo esatto perché l'aspetto sia considerato. Più l'orbe di un aspetto è piccolo, più l'aspetto è stretto, e più pesa nella lettura.

Che cosa misura l'orbe

L'orbe di un aspetto è la differenza tra la distanza reale dei due astri e l'angolo esatto dell'aspetto. Se due pianeti sono separati da 91°24', formano un quadrato (90°) con un orbe di 1°24'. Il tuo rapporto scrive sempre l'orbe in gradi e minuti, mai in decimali: 1°24' e non 1,4°.

Bisogna distinguere due cose. L'orbe di un aspetto dato, che leggi nella colonna Orbe della tabella degli aspetti; e l'orbe massimo, la tolleranza oltre la quale l'aspetto non è più considerato. È questo secondo senso a essere oggetto delle scelte di ogni astrologo, ed è lui a decidere quante righe conta la tua griglia.

La tradizione: orbi legati ai pianeti

L'astrologia medievale e classica non fissava l'orbe per aspetto ma per pianeta. Si riteneva che ogni astro irradiasse attorno a sé una sfera di luce, più ampia per i luminari: in William Lilly, nel XVII secolo, una quindicina di gradi per il Sole, una dozzina per la Luna, circa 7° per Mercurio, Venere e Marte. Per sapere se due pianeti erano in aspetto si sommava la metà dell'orbe di ciascuno, ciò che i testi inglesi chiamano moiety.

L'astrologia moderna ha per lo più invertito la logica: l'orbe dipende dall'aspetto, ampio per la congiunzione e l'opposizione, più stretto per il sestile e per gli aspetti minori. Molti autori allargano ancora gli orbi del Sole e della Luna. I valori variano da un manuale all'altro, e nessuna tabella mette tutti d'accordo.

La tabella di AstralPro

AstralPro fissa l'orbe per aspetto, con un'unica tabella per il tema natale e per il Libro, affinché i due non rilevino mai aspetti diversi sullo stesso tema:

  • Congiunzione (0°): 8°
  • Opposizione (180°): 8°
  • Trigono (120°): 8°
  • Quadrato (90°): 7°
  • Sestile (60°): 6°
  • Quinconce (150°): 5°
  • Sesquiquadrato (135°): 3°
  • Semiquadrato (45°): 3°
  • Semisestile (30°): 2°

I primi cinque sono gli aspetti maggiori, gli ultimi quattro i minori, e nessun maggiore ha un orbe più stretto di un minore. Questi orbi sono gli stessi per tutti gli astri: il Sole e la Luna non hanno una tolleranza allargata, Plutone non ha una tolleranza ridotta. Il quintile non entra in questa tabella. Nella scelta degli aspetti che il rapporto commenta, conta anche l'orbe: più è stretto, più l'aspetto pesa.

Altre tolleranze, più strette, valgono per usi precisi. I punti celesti (Éros, Chariklo, Pholus e gli altri) sono considerati solo in aspetto maggiore, a 2° al massimo, e solo con il Sole, la Luna, Mercurio, Venere, Marte, l'Ascendente o il Medio Cielo. Le stelle fisse contano solo in congiunzione: 1° su un pianeta e 1°30' su un angolo, 1°30' e 2° per le quattro stelle reali. Le progressioni secondarie lavorano a 1°30'.

La ruota traccia solo i più stretti

La tabella del capitolo I, «La griglia completa degli aspetti», elenca tutti gli aspetti ammessi dalla tabella degli orbi, ordinati dal più stretto al più largo. La ruota del tema fa un'altra scelta, per restare leggibile: traccia solo i cinque aspetti maggiori, e solo i più stretti, a 5° per la congiunzione, l'opposizione e il trigono, 4° per il quadrato, 3° per il sestile. Collega solo i dieci pianeti, l'Ascendente e il Medio Cielo, e lascia da parte gli aspetti tra due pianeti lenti (Urano, Nettuno, Plutone). Una legenda sotto la ruota lo ricorda.

Un aspetto presente nella tabella e assente dalla ruota non è quindi una dimenticanza: è più largo della soglia del disegno, è minore, oppure tocca un punto che la ruota non collega.

Un aspetto stretto, un aspetto largo nel tema di Camille

Nel tema di Camille Morel, il tema di esempio di AstralPro (dati fittizi), la griglia conta 40 aspetti. Si apre con Mercurio congiunzione Venere, orbe 0°07': i due pianeti sono a 6°37' e 6°30' Scorpione. È l'aspetto più stretto del tema; è in testa alla tabella, tracciato sulla ruota e commentato nel capitolo I.

Si chiude con Plutone congiunzione Nodo Nord, orbe 7°43', vicinissimo al limite di 8° ammesso per la congiunzione. L'aspetto è considerato e figura nella tabella, ma non compare sulla ruota, che non collega il Nodo Nord, e non fa parte dei venti aspetti commentati nel capitolo I.

Tra i due, la congiunzione del Sole e della Luna, orbe 5°15', mostra l'effetto della soglia della ruota: ben presente nella griglia, supera di qualche minuto i 5° del disegno. Il quadrato Sole-Saturno, orbe 1°58', è invece tracciato. Per un aspetto minore il margine è più stretto: il semiquadrato di Marte a Nettuno, orbe 0°18', è considerato perché resta ampiamente sotto i suoi 3°.

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Congiunzione in astrologia: l'unione di due pianeti a 0° →Quadrato in astrologia: l'aspetto di tensione dinamica a 90° →Semiquadrato in astrologia: l'aspetto di tensione minore a 45° →Aspetto applicativo o separativo: la colonna Senso →Stelle fisse in astrologia: le nove stelle lette →Punti celesti: perché ne compaiono così pochi →
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